Open/Close Menu Assistenza legale in diritto penale della strada

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La prescrizione è un istituto giuridico pensato per regolare gli effetti del tempo sui procedimenti giudiziari. Questa opera sia in diritto civile con riguardo all’esercizio dei diritti, sia in campo penale con effetti sul reato o sulla pena. In particolare, la prescrizione del reato produce il seguente effetto: lo estingue. A seconda della gravità del reato, tuttavia, ovvero se si tratta di delitto o di contravvenzione, nonché se il reato è di particolare interesse sociale, il codice penale prevede dei tempi diversi in cui opera la prescrizione. Il reato di guida in stato di ebbrezza è un reato contravvenzionale che dunque in tema di prescrizione segue le regole di cui all’articolo 157 del codice penale. Questo, come formulato dalla legge 251 del 2005 è stato di recente modificato dalla legge n.3 del 2019 anche chiamata “Riforma Bonafede”.

Nel processo per il reato di guida in stato di ebbrezza conclusosi con una sentenza o un decreto penale di condanna il giudice dichiara la colpevolezza dell’imputato e provvede all’applicazione delle pene. La condanna può essere impugnata ma, se scadono i termini di impugnazione, il provvedimento diventa definitivo e le relative conseguenze incidono su vari aspetti della vita del soggetto che la subisce. In questa sede si vuole informare il lettore di come sia possibile cancellare la condanna per guida in stato di ebbrezza dopo che il provvedimento è divenuto definitivo. Diversi invece sono i casi in cui il reato si estingue prima che il provvedimento di condanna diventi irrevocabile, come nel caso della messa alla prova. Vi sono due rimedi: la riabilitazione penale e il ricorso al giudice dell’esecuzione penale.

Il codice della strada stabilisce che si ha reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti quando chi è alla guida si trova in uno stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. C’è dunque una stretta relazione tra lo stato di alterazione psicofisica e l’assunzione delle sostanze ai fini della sussistenza del reato. È opportuno infatti individuare di quali sostanze si tratti e, soprattutto, accertare che la collocazione dell’alterazione psicofisica si verifichi in concomitanza con l’attività di guida. Su quest’ultimo punto si tratterà una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato un orientamento giurisprudenziale già affermato in pronunce precedenti.

Fra i metodi di rilevazione della quantità di alcool presente nel sangue per accertare l’ebbrezza del conducente di un veicolo c’è l’analisi dell’aria alveolare espirata. Tale metodo è conosciuto grazie allo strumento che consente la rilevazione, cioè l’etilometro. Questo strumento è a disposizione delle forze dell’ordine per determinare con precisione la concentrazione di alcool presente nell’aria espirata. Ma in quale momento il conducente dev’essere sottoposto all’etilometro per definire l’esame attendibile? L’etilometro eseguito ore dopo la guida prova la misura esatta del tasso alcolemico avuto mentre si stava guidando? Molteplici sono le pronunce della Cassazione Penale sebbene orientate nella stessa direzione. In questa sede ci si sofferma in particolare sulle due più rilevanti.

Ai sensi degli articoli 186, 186-bis e 187 del codice della strada si ha la revoca della patente quale sanzione amministrativa accessoria per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il comma 3-ter dell’articolo 219 del codice della strada afferma che non è possibile riconseguire la patente di guida quando il giudice ha disposto la revoca della patente per le ipotesi suddette se non sono passati 3 anni dalla data di accertamento dei reati. Ma cosa si intende per data di accertamento del reato? Lo chiarisce la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

In fase di accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza l’indagato ha diritto ad essere informato che può farsi assistere da un difensore di fiducia. Tale fase è successiva alle attività di accertamento preliminare che si svolgono nel luogo dove il personale della polizia stradale ha fermato il soggetto. Durante lo svolgimento, infatti, l’attività posta in essere dagli organi di polizia stradale è da ricondursi agli atti urgenti e indifferibili di cui all’articolo 354, comma 3, del codice di procedura penale. Ma come comportarsi se gli accertamenti si svolgono senza il preventivo avvertimento di poter essere assistiti da un difensore di fiducia?

Il decreto penale di condanna è il risultato processuale di un procedimento definito speciale. La specialità sta nel fatto che il procedimento non presenta due fasi fondamentali del processo ordinario: l’udienza preliminare e il dibattimento. La relativa disciplina è contenuta negli articoli 459 e seguenti del codice di procedura penale che andiamo ad approfondire in questa guida.

I lavori di pubblica utilità sostituiscono le pene pecuniarie e detentive applicate a diverse categorie di soggetti.  Ciò che interessa in questa sede è l’ammissione allo svolgimento di tali lavori per i soggetti condannati per guida in stato di ebbrezza. Sono stati inseriti come pena alternativa alla detenzione e alla pena pecuniaria nei casi di violazione del codice della strada dalla legge 120 del 2010 che vi ha inserito, all’articolo 186, il comma 9-bis.

Nato come istituto giuridico praticato nei giudizi sui minori, la messa alla prova è stato esteso agli imputati adulti dalla legge 28 aprile 2014, numero 67.  Trae origine dal sistema della probation. Con esso l’imputato può chiedere al giudice la sospensione della pronuncia di condanna. L’intenzione dell’imputato dev’essere orientata a riparare le conseguenze del reato commesso.

Il reato di omicidio stradale è stato autonomamente disciplinato dal codice penale con la riforma del 2016. Il legislatore italiano ha accolto la volontà collettiva di vedere intensificate le sanzioni per quei soggetti colpevoli dei reati commessi in violazione della disciplina sulla circolazione stradale. Tale era la necessità visto il numero crescente incidenti stradali.

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