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misurazioni dell'etilometro

Le diverse misurazioni dell’etilometro – indice:

L’alcoltest eseguito mediante etilometro è un argomento spesso sottoposto al vaglio di legittimità della corte di cassazione. In particolare, ciò che apre le questioni nei vari gradi di giudizio e le fa pendere fino all’arrivo in cassazione, sono le due misurazioni che gli agenti di polizia devono effettuare in fase di accertamento dello stato di ebbrezza. Una questione rilevante era sorta con riguardo al periodo di tempo che intercorre tra una misurazione e l’altra che, si rammenta, essere di minimo 5 minuti. L’allora ricorrente si dogliava della validità della misurazione effettuata ad una distanza di tempo maggiore dei 5 minuti e temporalmente distante dall’atto di guida del veicolo chiedendosi quali effetti sull’accertamento avesse l’etilometro eseguito ore dopo la guida.

Vi è un’altra questione, presentata ai giudici della suprema corte ed oggetto dell’odierno approfondimento. Questa riguarda il risultato delle due misurazioni effettuate con l’apparecchio alla minima distanza prevista di 5 minuti. Le misurazioni dell’etilometro diverse che conseguenze possono comportare ai sensi della legge per la guida in stato di ebbrezza? Se le misurazioni ricadono in due fasce alcolemiche punite diversamente, il supremo collegio è concorde nell’applicare il principio del favor rei ovvero la disciplina più favorevole al colpevole.

Le misurazioni dell’etilometro nel regolamento di attuazione al codice della strada

L’articolo 379 del regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada stabilisce ai primi due commi che:

“L’accertamento dello stato di ebbrezza ai sensi dell’articolo 186, comma 4, del codice, si effettua mediante l’analisi dell’aria alveolare espirata: qualora, in base al valore della concentrazione di alcool nell’aria alveolare espirata, la concentrazione alcoolemica corrisponda o superi 0,8 grammi per litro (g/l), il soggetto viene ritenuto in stato di ebbrezza. La concentrazione di cui al comma 1 dovrà risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti”.

Nel mettere in atto tale disciplina legislativa gli agenti della polizia che ritengono di dover accertare lo stato di ebbrezza di un soggetto alla guida devono sottoporlo all’alcoltest mediante etilometro. Come spiega la norma, l’apparecchio si basa sul meccanismo dell’aria alveolare aspirata e, ai fini dell’accertamento dello stato di ebbrezza, tale meccanismo dev’essere applicato due volte. Gli agenti pertanto sottopongono l’interessato a due misurazioni che, ai sensi della norma, devono essere concordanti ed effettuate alla distanza minima di 5 minuti. Può succedere tuttavia che i risultati rilevati con l’apparecchio mostrino invece dei valori discordanti. E che ad esempio determinino conseguenze diverse per la punibilità dello stato di ebbrezza.

I valori di alcol nel sangue e la diversa punibilità dello stato di ebbrezza

Si ricorda infatti che l’articolo 186 del codice della strada prevede tre conseguenze diverse a seconda del grado alcolemico rilevato nel sangue. I vari gradi di tasso alcolemico possono portare a:

  • un illecito amministrativo se il tasso  alcolemico  è superiore  a  0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro.  In tale ipotesi è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa pari all’importo compreso tra euro 527 ed euro 2.108 con la sanzione accessoria della sospensione della patente da tre a sei mesi;
  • un illecito penale se il tasso  alcolemico  supera lo 0,8 grammi per litro ma non  l’1,5. Trattandosi di illecito penale la più lieve sanzione amministrativa è sostituita dall’ammenda di importo compreso tra euro 800 ed euro 3.200 e con l’aggiunta della pena dell’arresto fino a sei mesi. È prevista inoltre la sospensione della patente per un periodo più lungo, che può andare dai sei mesi ad un anno;
  • un illecito penale ancora più grave se il tasso alcolemico supera l’1,5 grammi per litro. L’importo in cui oscilla l’ammenda è elevato alle cifre di 1500 e 6000 euro e la durata dell’arresto è aumentata fino all’anno a partire da un minimo di sei mesi. Infine la sanzione accessoria della sospensione della patente è pari a minimo un anno e massimo due.

Le tre fasce di gravità

Si delineano pertanto tre fasce di gravità della guida in stato di ebbrezza che portano a conseguenze diverse. Come si accennava sopra, può capitare che, stante lo scostamento di due rilevazioni, l’una faccia ricadere lo stato di ebbrezza in una fascia alcolemica e l’altra in un’altra fascia. È il caso che si è presentato alla giurisprudenza di legittimità della corte di cassazione che lo ha esaminato e deciso nel 2010 con la sentenza n. 20064. Diversamente invece starebbero le cose nel caso in cui le rilevazioni fossero discordanti e tale scostamento derivasse da un errore dell’apparecchio ad esempio per una taratura non o mal eseguita.

Il caso sottoposto alla Corte Suprema che ha visto due misurazioni dell’etilometro discordanti

La Procura della Repubblica effettuava ricorso per cassazione contro la decisione del tribunale di Urbino con cui i giudici condannavano un soggetto al reato di guida in stato di ebbrezza, di cui all’articolo 186, secondo comma, lettera b) del codice della strada. Il procuratore fondava in parte il motivo del ricorso su alcuni motivi. In primis il fatto che fosse errata la collocazione del tasso alcolemico rilevato nella suddetta fascia di gravità dello stato di ebbrezza. Lo stesso inoltre sottolineava che i valori delle misurazioni erano discordanti ovvero pari l’uno ad 1,49 e l’altro a 1,69.  Prendendo come riferimento il secondo ai fini dell’accertamento dello stato di ebbrezza faceva ricadere la fattispecie in esame nell’ipotesi di reato di cui alla lettera c) dell’articolo 186 del codice della strada, ovvero quella meno favorevole all’imputato.

Il tribunale avevo condannato l’imputato a 20 giorni di arresto e 700 euro di ammenda concedendogli alcune attenuanti generiche. Lo stesso inoltre aveva disposto la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per due mesi.

Le ragioni della Procura

Anzitutto la procura sottolineava come il tribunale di Urbino non avesse ben bilanciato l’applicazione delle attenuanti generiche. Non aveva tenuto debito conto del fatto che l’imputato fosse colpevole di reato di guida in stato di ebbrezza con l’aggravante dell’aver causato un incidente stradale.  In aggiunta, il procuratore segnalava come il tribunale avesse disposto il pagamento di una pena pecuniaria inferiore al minimo importo previsto per legge. Si precisa che la disciplina ritenuta applicabile all’imputato dalla Procura era quella del 2007. Questa prevedeva una pena pecuniaria minima di 1000 euro per il reato di guida in stato di ebbrezza di cui alla lettera c), comma 2, dell’articolo 186 del codice della strada.  Nella disciplina attuale invece è l’importo minimo è stato innalzato a 1500 euro.

Il ricorrente inoltre riteneva che la sospensione della patente fosse stata applicata per un arco di tempo inferiore al minimo legale. Lo stato di ebbrezza secondo questi si collocava nella fascia alcolemica di cui alla lettera c) dell’articolo 186 del codice della strada. In tale fascia la sospensione della patente dovrebbe essere stata pari a minimo un anno. Il tribunale invece la aveva disposta per solo due mesi.

L’ossequio al principio del favor rei se le misurazioni dell’etilometro sono discordanti

Nei motivi della decisione i giudici della suprema corte seguono il seguente ragionamento affermando che:

“la disciplina legale (articolo 379 reg. Del codice della strada) prevede due misure “concordanti” del tasso alcolemico in un breve periodo, al fine di assicurare che l’esito della rilevazione risulti affidabile, considerato anche che l’indagine viene compiuta attraverso uno strumento tecnico. La stessa disciplina, dunque, svolge un ruolo di garanzia, essendo intesa ad evitare che errori dell’apparato o comunque fisiologiche oscillazioni nell’esito nella procedura di misurazione possano erroneamente condurre all’affermazione di responsabilità, o comunque risolversi in senso deteriore per l’imputato, in conseguenza di tale funzione della normativa, nel caso in cui le due rilevazioni indichino tassi alcolemici diversi, dovrà prendersi a base del giudizio quella che mostra il tasso più basso in ossequio al principio del favor rei.

È chiara la decisione della corte. Il parametro che va preso di riferimento per sanzionare lo stato di ebbrezza secondo la fascia alcolemica corretta è quello più basso delle due rilevazioni. Si vuole infatti cercare di applicare la misura più favorevole all’imputato evitando, applicando quella meno favorevole, di attribuire per errore una responsabilità non dovuta. Si sottolinea inoltre come la corte dia peso al fatto che vi sono oscillazioni fisiologiche durante la procedura di accertamento dello stato di ebbrezza. Queste a suo parere possono condurre in errore.

La conclusione della vicenda

In conclusione pertanto i giudici hanno ritenuto che la fattispecie in esame rientrasse nella seconda fascia. Ovvero l’ipotesi di cui alla lettera b) del secondo comma dell’articolo 186 del codice della strada. Hanno infatti definito parzialmente infondate le censure riportate dal procuratore della repubblica con riguardo al trattamento sanzionatorio e alla sanzione amministrativa della sospensione della patente.

Nel primo caso, ad opinione della corte, il procuratore aveva mal individuato il trattamento sanzionatorio.  Si doveva  infatti applicare quello di cui alla lettera b) dell’articolo 186 del codice della strada pari a minimo 800 euro e massimo 3200. Il procuratore cadeva in errore inoltre nell’affermare che la disciplina da applicare al fatto fosse quella del 2007.  Per quanto riguarda invece la sospensione della patente, secondo la legge questa doveva essere pari ad almeno sei mesi. La durata prevista dal giudice di Urbino invece era di due mesi. I giudici dunque hanno definito tale censura parzialmente fondata.

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