Open/Close Menu Assistenza legale in diritto penale della strada

Le misurazioni dell’etilometro diverse che conseguenze possono comportare ai sensi della legge per la guida in stato di ebbrezza? Se le misurazioni ricadono in due fasce alcolemiche punite diversamente, il supremo collegio è concorde nell’applicare il principio del favor rei ovvero la disciplina più favorevole al colpevole.

La Corte Costituzionale avvalora le osservazioni del tribunale di bergamo secondo cui “l’autore del reato di guida in stato di ebbrezza subisce un’irragionevole e deteriore disparità di trattamento in ordine alla confisca del veicolo qualora il giudice penale abbia disposto nei suoi confronti la messa alla prova, anziché il lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 186, comma 9-bis, cod. strada”. Dichiara infine, con la recente sentenza del 25 aprile 2020 n. 75, l’illegittimità costituzionale del sesto comma dell’articolo 224-ter C.d.s.

La Corte Costituzionale in data 19 febbraio 2019 ha risolto la questione di legittimità di alcune disposizioni dell’articolo 222 del Codice della strada. Con la sentenza 88/2019 i giudici hanno infine dichiarato la norma parzialmente incostituzionale. Ovvero nella parte in cui prevedeva l’automatica applicazione da parte del giudice della revoca della patente a seguito della sentenza di condanna o in caso di patteggiamento della pena per i suddetti reati.

Lo scontro tra un automobilista e un motociclista, da cui sono derivate lesioni stradali gravi, ha portato il Tribunale di Milano, nell’ultimo mese dello scorso anno, a riconoscere la tenuità del fatto del reato di lesioni stradali gravi.  Si è trattato di un ulteriore passo avanti verso la riduzione del contenzioso per fatti che spesso, sebbene il Codice Penale definisca gravi, di grave hanno ben poco.

L’etilometro è lo strumento con cui gli agenti della polizia stradale misurano la concentrazione di alcool nel sangue per accertare lo stato di ebbrezza del conducente. Gli agenti sono autorizzati ad utilizzare tale strumento in base a quanto disposto dal quarto comma dell’articolo 379 del Regolamento di esecuzione al Codice della Strada. A fianco a tale regolamento tuttavia vige un’altro provvedimento. Questo determina le caratteristiche che devono avere tali apparecchiature per poter essere utilizzate dagli agenti della polizia stradale. Si tratta del Decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione n. 196 del 1990 che individua, fra vari i requisiti, l’ obbligo di omologazione e di taratura dell’etilometro

Il reato di guida in stato di ebbrezza può non essere punito se, nel corso di un giudizio, il giudice rileva la particolare tenuità del fatto. Si tratta di casi in cui, sulla base di quanto risulta dal processo, il giudice riscontra degli elementi che rendono la condotta non particolarmente grave. Se sussistono determinati presupposti, dunque, il giudice può escludere la punibilità del reato di guida in stato di ebbrezza per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale. L’aspetto che particolarmente rileva ai fini della sua applicazione è la non abitualità della condotta, mentre in caso contrario è esclusa. Numerose sentenze della Corte di Cassazione, anche molto recenti, hanno contribuito ad arricchire la disciplina di tale istituto in applicazione al reato di guida in stato di ebbrezza. La questione pertanto è attuale e dibattuta.

La prescrizione è un istituto giuridico pensato per regolare gli effetti del tempo sui procedimenti giudiziari. Questa opera sia in diritto civile con riguardo all’esercizio dei diritti, sia in campo penale con effetti sul reato o sulla pena. In particolare, la prescrizione del reato produce il seguente effetto: lo estingue. A seconda della gravità del reato, tuttavia, ovvero se si tratta di delitto o di contravvenzione, nonché se il reato è di particolare interesse sociale, il codice penale prevede dei tempi diversi in cui opera la prescrizione. Il reato di guida in stato di ebbrezza è un reato contravvenzionale che dunque in tema di prescrizione segue le regole di cui all’articolo 157 del codice penale. Questo, come formulato dalla legge 251 del 2005 è stato di recente modificato dalla legge n.3 del 2019 anche chiamata “Riforma Bonafede”.

Nel processo per il reato di guida in stato di ebbrezza conclusosi con una sentenza o un decreto penale di condanna il giudice dichiara la colpevolezza dell’imputato e provvede all’applicazione delle pene. La condanna può essere impugnata ma, se scadono i termini di impugnazione, il provvedimento diventa definitivo e le relative conseguenze incidono su vari aspetti della vita del soggetto che la subisce. In questa sede si vuole informare il lettore di come sia possibile cancellare la condanna per guida in stato di ebbrezza dopo che il provvedimento è divenuto definitivo. Diversi invece sono i casi in cui il reato si estingue prima che il provvedimento di condanna diventi irrevocabile, come nel caso della messa alla prova. Vi sono due rimedi: la riabilitazione penale e il ricorso al giudice dell’esecuzione penale.

In fase di accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza l’indagato ha diritto ad essere informato che può farsi assistere da un difensore di fiducia. Tale fase è successiva alle attività di accertamento preliminare che si svolgono nel luogo dove il personale della polizia stradale ha fermato il soggetto. Durante lo svolgimento, infatti, l’attività posta in essere dagli organi di polizia stradale è da ricondursi agli atti urgenti e indifferibili di cui all’articolo 354, comma 3, del codice di procedura penale. Ma come comportarsi se gli accertamenti si svolgono senza il preventivo avvertimento di poter essere assistiti da un difensore di fiducia?

Il decreto penale di condanna è il risultato processuale di un procedimento definito speciale. La specialità sta nel fatto che il procedimento non presenta due fasi fondamentali del processo ordinario: l’udienza preliminare e il dibattimento. La relativa disciplina è contenuta negli articoli 459 e seguenti del codice di procedura penale che andiamo ad approfondire in questa guida.

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