Open/Close Menu Assistenza legale in diritto penale della strada

Il codice della strada stabilisce che si ha reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti quando chi è alla guida si trova in uno stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. C’è dunque una stretta relazione tra lo stato di alterazione psicofisica e l’assunzione delle sostanze ai fini della sussistenza del reato. È opportuno infatti individuare di quali sostanze si tratti e, soprattutto, accertare che la collocazione dell’alterazione psicofisica si verifichi in concomitanza con l’attività di guida. Su quest’ultimo punto si tratterà una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato un orientamento giurisprudenziale già affermato in pronunce precedenti.

Ai sensi degli articoli 186, 186-bis e 187 del codice della strada si ha la revoca della patente quale sanzione amministrativa accessoria per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il comma 3-ter dell’articolo 219 del codice della strada afferma che non è possibile riconseguire la patente di guida quando il giudice ha disposto la revoca della patente per le ipotesi suddette se non sono passati 3 anni dalla data di accertamento dei reati. Ma cosa si intende per data di accertamento del reato? Lo chiarisce la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

Agli organi di polizia è attribuita la facoltà di effettuare un accertamento sul conducente del veicolo, finalizzato a verificare se costui sia o meno sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. Ma che cosa prevede il Codice della Strada in caso di accertamento positivo?

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