Open/Close Menu Assistenza legale in diritto penale della strada

Quando ci si mette alla guida bisogna stare attenti a non aver aumentato la quantità di alcol presente nel sangue e aver di conseguenza provocato lo “stato di ebbrezza”. Ciò anche senza l’assunzione di bevande alcoliche o senza averne abusato. È sufficiente infatti assumere dei farmaci che contengano alcol oppure che siano in grado di alterarne il livello nel sangue rendendone difficile l’eliminazione. Bisogna in particolare prestare attenzione all’assunzione dei farmaci in combinazione con bevande alcoliche, soprattutto se si tratta di farmaci che ne potenziano l’effetto. Il rapporto tra farmaci e tasso alcolemico è un tema che è stato molto dibattuto dalla giurisprudenza penale. I giudici della Corte Suprema, partendo da una presa di posizione liberale, sono giunti, nelle più recenti sentenze, ad una visione più restrittiva di tale rapporto ai fini dell’integrazione di cui all’articolo 186 C.d.s.

L’etilometro è lo strumento con cui gli agenti della polizia stradale misurano la concentrazione di alcool nel sangue per accertare lo stato di ebbrezza del conducente. Gli agenti sono autorizzati ad utilizzare tale strumento in base a quanto disposto dal quarto comma dell’articolo 379 del Regolamento di esecuzione al Codice della Strada. A fianco a tale regolamento tuttavia vige un’altro provvedimento. Questo determina le caratteristiche che devono avere tali apparecchiature per poter essere utilizzate dagli agenti della polizia stradale. Si tratta del Decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione n. 196 del 1990 che individua, fra vari i requisiti, l’ obbligo di omologazione e di taratura dell’etilometro

Il reato di guida in stato di ebbrezza può non essere punito se, nel corso di un giudizio, il giudice rileva la particolare tenuità del fatto. Si tratta di casi in cui, sulla base di quanto risulta dal processo, il giudice riscontra degli elementi che rendono la condotta non particolarmente grave. Se sussistono determinati presupposti, dunque, il giudice può escludere la punibilità del reato di guida in stato di ebbrezza per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale. L’aspetto che particolarmente rileva ai fini della sua applicazione è la non abitualità della condotta, mentre in caso contrario è esclusa. Numerose sentenze della Corte di Cassazione, anche molto recenti, hanno contribuito ad arricchire la disciplina di tale istituto in applicazione al reato di guida in stato di ebbrezza. La questione pertanto è attuale e dibattuta.

Fra i metodi di rilevazione della quantità di alcool presente nel sangue per accertare l’ebbrezza del conducente di un veicolo c’è l’analisi dell’aria alveolare espirata. Tale metodo è conosciuto grazie allo strumento che consente la rilevazione, cioè l’etilometro. Questo strumento è a disposizione delle forze dell’ordine per determinare con precisione la concentrazione di alcool presente nell’aria espirata. Ma in quale momento il conducente dev’essere sottoposto all’etilometro per definire l’esame attendibile? L’etilometro eseguito ore dopo la guida prova la misura esatta del tasso alcolemico avuto mentre si stava guidando? Molteplici sono le pronunce della Cassazione Penale sebbene orientate nella stessa direzione. In questa sede ci si sofferma in particolare sulle due più rilevanti.

Ai sensi degli articoli 186, 186-bis e 187 del codice della strada si ha la revoca della patente quale sanzione amministrativa accessoria per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il comma 3-ter dell’articolo 219 del codice della strada afferma che non è possibile riconseguire la patente di guida quando il giudice ha disposto la revoca della patente per le ipotesi suddette se non sono passati 3 anni dalla data di accertamento dei reati. Ma cosa si intende per data di accertamento del reato? Lo chiarisce la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

I lavori di pubblica utilità sostituiscono le pene pecuniarie e detentive applicate a diverse categorie di soggetti.  Ciò che interessa in questa sede è l’ammissione allo svolgimento di tali lavori per i soggetti condannati per guida in stato di ebbrezza. Sono stati inseriti come pena alternativa alla detenzione e alla pena pecuniaria nei casi di violazione del codice della strada dalla legge 120 del 2010 che vi ha inserito, all’articolo 186, il comma 9-bis.

Avere la patente sospesa per guida in stato di ebbrezza significa non poter utilizzare la propria auto, o altri veicoli, per i propri spostamenti personali o professionali. Una sanzione particolarmente temuta dagli automobilisti

Nel nostro ordinamento la guida in stato di ebbrezza è disciplinata dagli artt. 186 e 186-bis del Codice della Strada. Ma che cosa prevedono tali articoli? Che cosa si intende per tasso alcolemico? Quali sono le sanzioni previste?

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