About Avv. Filippo Martini

Avvocato con esperienza nell’ambito del diritto della circolazione stradale, con rilevanza penale. Si occupa di ricorsi ed assistenza legale per reati ed illeciti amministrativi di guida in stato di ebbrezza, sotto all’effetto di stupefacenti, sinistri legati alla circolazione stradale, come lesioni colpose stradali o omicidio stradale. Lo studio legale ha sede a Padova, in via Luigi Lucatello numero 4.

Gli articoli di Avvocato Patente

A censurare la disciplina del casellario giudiziale nella parte in cui non prevedeva la non iscrizione nel casellario giudiziale del reato di guida in stato di ebbrezza estinto per esito positivo dei lavori di pubblica utilità è stata la Corte Costituzionale con la recente sentenza n. 179/2020. Tale censura è avvenuta in seguito alle altre già operate con altre sentenze da parte della stessa Corte. Le sentenze vertevano sui reati estinti a seguito dell’esito positivo della messa alla prova, delle condanne per l’emissione di un decreto penale di condanna, o sui reati in cui la pena viene patteggiata.

Cassazione: la recidiva nel reato di guida in stato di ebbrezza. Non può esserci revoca della patente se è pendente un giudizio di messa alla prova.

La Cassazione con sentenza n. 27241/2020 individua gli elementi necessari nel reato di omissione di soccorso stradale ai fini del riconoscimento dell’istituto della particolare tenuità del fatto.

Dal 20 aprile 2019, a seguito della legge n. 33/2019, per tutti i reati che non costituiscono delitti puniti con la pena dell’ergastolo l’imputato può chiedere al giudice che il processo penale venga svolto in maniera alternativa e più vantaggiosa rispetto alla dinamica ordinaria. Il legislatore penale infatti ammette, all’esistenza di determinati presupposti, lo svolgimento di un processo più celere rispetto al rito ordinario. Il codice di procedura penale dedica il libro sesto ai cosiddetti “procedimenti speciali” che hanno tutti la caratteristica di essere mancanti di una delle fasi del processo ordinario. In questa sede si va a trattare del giudizio o rito abbreviato in quanto, anche per i reati commessi in violazione della disciplina del codice della strada, si può ricorrere a tale tipologia processuale con notevoli vantaggi per l’imputato e le parti processuali.

La disciplina che regola lo svolgimento e la procedura di attivazione dei lavori di pubblica utilità trova spazio in più fonti normative. A tal proposito si menzionano oltre al codice della strada, altre due fonti. Il decreto legislativo 274/2000, recante disposizioni sulle competenze del giudice di pace, e il decreto del Ministro della giustizia del 26 marzo 2001. La Cassazione, con sentenza n. 1066/2020, ha stabilito l’onere dell’autorità giudiziaria di dare impulso all’attivazione della procedura di esecuzione dei lavori di pubblica utilità. Tale autorità giudiziaria si individua nella figura del Pubblico Ministero, quale organo incaricato di dare esecuzione ai provvedimenti del giudice.

Che cosa si intende per incidente stradale e quando è integrato? L’unica fonte che fornisce una definizione di incidente stradale è la convenzione di Vienna del 1968. Questa lo ha definito come “un evento verificatosi nelle vie o piazze aperte alla circolazione in cui rimangono coinvolti veicoli, esseri umani o animali fermi o in movimento e dal quale derivino lesioni a cose, animali, o a persone”. Con la sentenza n. 47750 del 2018, il Supremo Collegio è giunto a ridiscutere tale nozione. In particolare, nella decisione del caso oggetto dell’odierno approfondimento, con riferimento al nesso causa-effetto tra l’incidente e lo stato di ebbrezza.

Le misurazioni dell’etilometro diverse che conseguenze possono comportare ai sensi della legge per la guida in stato di ebbrezza? Se le misurazioni ricadono in due fasce alcolemiche punite diversamente, il supremo collegio è concorde nell’applicare il principio del favor rei ovvero la disciplina più favorevole al colpevole.

La Corte Costituzionale avvalora le osservazioni del tribunale di bergamo secondo cui “l’autore del reato di guida in stato di ebbrezza subisce un’irragionevole e deteriore disparità di trattamento in ordine alla confisca del veicolo qualora il giudice penale abbia disposto nei suoi confronti la messa alla prova, anziché il lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 186, comma 9-bis, cod. strada”. Dichiara infine, con la recente sentenza del 25 aprile 2020 n. 75, l’illegittimità costituzionale del sesto comma dell’articolo 224-ter C.d.s.

La Corte Costituzionale in data 19 febbraio 2019 ha risolto la questione di legittimità di alcune disposizioni dell’articolo 222 del Codice della strada. Con la sentenza 88/2019 i giudici hanno infine dichiarato la norma parzialmente incostituzionale. Ovvero nella parte in cui prevedeva l’automatica applicazione da parte del giudice della revoca della patente a seguito della sentenza di condanna o in caso di patteggiamento della pena per i suddetti reati.

Lo scontro tra un automobilista e un motociclista, da cui sono derivate lesioni stradali gravi, ha portato il Tribunale di Milano, nell’ultimo mese dello scorso anno, a riconoscere la tenuità del fatto del reato di lesioni stradali gravi.  Si è trattato di un ulteriore passo avanti verso la riduzione del contenzioso per fatti che spesso, sebbene il Codice Penale definisca gravi, di grave hanno ben poco.

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