Open/Close Menu Assistenza legale in diritto penale della strada

About Avv. Filippo Giuseppe Tassitani Farfaglia

Avvocato con esperienza nell’ambito del diritto della circolazione stradale, con rilevanza penale. Si occupa di ricorsi ed assistenza legale per reati ed illeciti amministrativi di guida in stato di ebbrezza, sotto all’effetto di stupefacenti, sinistri legati alla circolazione stradale, come lesioni colpose stradali o omicidio stradale. Lo studio legale ha sede a Padova, in via Luigi Lucatello numero 4.

Lo scontro tra un automobilista e un motociclista, da cui sono derivate lesioni stradali gravi, ha portato il Tribunale di Milano, nell’ultimo mese dello scorso anno, a riconoscere la tenuità del fatto del reato di lesioni stradali gravi.  Si è trattato di un ulteriore passo avanti verso la riduzione del contenzioso per fatti che spesso, sebbene il Codice Penale definisca gravi, di grave hanno ben poco.

Quando ci si mette alla guida bisogna stare attenti a non aver aumentato la quantità di alcol presente nel sangue e aver di conseguenza provocato lo “stato di ebbrezza”. Ciò anche senza l’assunzione di bevande alcoliche o senza averne abusato. È sufficiente infatti assumere dei farmaci che contengano alcol oppure che siano in grado di alterarne il livello nel sangue rendendone difficile l’eliminazione. Bisogna in particolare prestare attenzione all’assunzione dei farmaci in combinazione con bevande alcoliche, soprattutto se si tratta di farmaci che ne potenziano l’effetto. Il rapporto tra farmaci e tasso alcolemico è un tema che è stato molto dibattuto dalla giurisprudenza penale. I giudici della Corte Suprema, partendo da una presa di posizione liberale, sono giunti, nelle più recenti sentenze, ad una visione più restrittiva di tale rapporto ai fini dell’integrazione di cui all’articolo 186 C.d.s.

L’etilometro è lo strumento con cui gli agenti della polizia stradale misurano la concentrazione di alcool nel sangue per accertare lo stato di ebbrezza del conducente. Gli agenti sono autorizzati ad utilizzare tale strumento in base a quanto disposto dal quarto comma dell’articolo 379 del Regolamento di esecuzione al Codice della Strada. A fianco a tale regolamento tuttavia vige un’altro provvedimento. Questo determina le caratteristiche che devono avere tali apparecchiature per poter essere utilizzate dagli agenti della polizia stradale. Si tratta del Decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione n. 196 del 1990 che individua, fra vari i requisiti, l’ obbligo di omologazione e di taratura dell’etilometro

Il reato di guida in stato di ebbrezza può non essere punito se, nel corso di un giudizio, il giudice rileva la particolare tenuità del fatto. Si tratta di casi in cui, sulla base di quanto risulta dal processo, il giudice riscontra degli elementi che rendono la condotta non particolarmente grave. Se sussistono determinati presupposti, dunque, il giudice può escludere la punibilità del reato di guida in stato di ebbrezza per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale. L’aspetto che particolarmente rileva ai fini della sua applicazione è la non abitualità della condotta, mentre in caso contrario è esclusa. Numerose sentenze della Corte di Cassazione, anche molto recenti, hanno contribuito ad arricchire la disciplina di tale istituto in applicazione al reato di guida in stato di ebbrezza. La questione pertanto è attuale e dibattuta.

La prescrizione è un istituto giuridico pensato per regolare gli effetti del tempo sui procedimenti giudiziari. Questa opera sia in diritto civile con riguardo all’esercizio dei diritti, sia in campo penale con effetti sul reato o sulla pena. In particolare, la prescrizione del reato produce il seguente effetto: lo estingue. A seconda della gravità del reato, tuttavia, ovvero se si tratta di delitto o di contravvenzione, nonché se il reato è di particolare interesse sociale, il codice penale prevede dei tempi diversi in cui opera la prescrizione. Il reato di guida in stato di ebbrezza è un reato contravvenzionale che dunque in tema di prescrizione segue le regole di cui all’articolo 157 del codice penale. Questo, come formulato dalla legge 251 del 2005 è stato di recente modificato dalla legge n.3 del 2019 anche chiamata “Riforma Bonafede”.

Nel processo per il reato di guida in stato di ebbrezza conclusosi con una sentenza o un decreto penale di condanna il giudice dichiara la colpevolezza dell’imputato e provvede all’applicazione delle pene. La condanna può essere impugnata ma, se scadono i termini di impugnazione, il provvedimento diventa definitivo e le relative conseguenze incidono su vari aspetti della vita del soggetto che la subisce. In questa sede si vuole informare il lettore di come sia possibile cancellare la condanna per guida in stato di ebbrezza dopo che il provvedimento è divenuto definitivo. Diversi invece sono i casi in cui il reato si estingue prima che il provvedimento di condanna diventi irrevocabile, come nel caso della messa alla prova. Vi sono due rimedi: la riabilitazione penale e il ricorso al giudice dell’esecuzione penale.

Il codice della strada stabilisce che si ha reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti quando chi è alla guida si trova in uno stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. C’è dunque una stretta relazione tra lo stato di alterazione psicofisica e l’assunzione delle sostanze ai fini della sussistenza del reato. È opportuno infatti individuare di quali sostanze si tratti e, soprattutto, accertare che la collocazione dell’alterazione psicofisica si verifichi in concomitanza con l’attività di guida. Su quest’ultimo punto si tratterà una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato un orientamento giurisprudenziale già affermato in pronunce precedenti.

Fra i metodi di rilevazione della quantità di alcool presente nel sangue per accertare l’ebbrezza del conducente di un veicolo c’è l’analisi dell’aria alveolare espirata. Tale metodo è conosciuto grazie allo strumento che consente la rilevazione, cioè l’etilometro. Questo strumento è a disposizione delle forze dell’ordine per determinare con precisione la concentrazione di alcool presente nell’aria espirata. Ma in quale momento il conducente dev’essere sottoposto all’etilometro per definire l’esame attendibile? L’etilometro eseguito ore dopo la guida prova la misura esatta del tasso alcolemico avuto mentre si stava guidando? Molteplici sono le pronunce della Cassazione Penale sebbene orientate nella stessa direzione. In questa sede ci si sofferma in particolare sulle due più rilevanti.

Ai sensi degli articoli 186, 186-bis e 187 del codice della strada si ha la revoca della patente quale sanzione amministrativa accessoria per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il comma 3-ter dell’articolo 219 del codice della strada afferma che non è possibile riconseguire la patente di guida quando il giudice ha disposto la revoca della patente per le ipotesi suddette se non sono passati 3 anni dalla data di accertamento dei reati. Ma cosa si intende per data di accertamento del reato? Lo chiarisce la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

In fase di accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza l’indagato ha diritto ad essere informato che può farsi assistere da un difensore di fiducia. Tale fase è successiva alle attività di accertamento preliminare che si svolgono nel luogo dove il personale della polizia stradale ha fermato il soggetto. Durante lo svolgimento, infatti, l’attività posta in essere dagli organi di polizia stradale è da ricondursi agli atti urgenti e indifferibili di cui all’articolo 354, comma 3, del codice di procedura penale. Ma come comportarsi se gli accertamenti si svolgono senza il preventivo avvertimento di poter essere assistiti da un difensore di fiducia?

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